1917. L’ANNO DELLA RIVOLUZIONE

Venerdì 27 gennaio 2017 alle 18,30
la libreria ha il piacere di ospitare Angelo d’Orsi per la presentazione del libro:

1917.
L’ANNO DELLA RIVOLUZIONE

di Angelo d’Orsi, Laterza edizioni, 2016.

Ne discutono:
Angelo d’Orsi, professore ordinario di storia del pensiero politico presso l’Università di Torino.
Gabriele Proglio, docente di storia contemporanea e studi postcoloniali presso l’Università di Tunisi ‘El Manar’ e
Research Fellow presso l’European University Institute

Nel febbraio 1917, Antonio Gramsci scriveva: “Il difetto organico delle utopie è tutto qui. Credere che la previsione possa essere previsione di fatti, mentre essa può solo esserlo di principi, o di massime giuridiche. Le massime giuridiche (il diritto, il giure è la morale attuata) sono creazione degli uomini come volontà. Se volete dare a queste volontà una certa direzione, ponete loro come scopo ciò che solo può esserlo: altrimenti, dopo un primo entusiasmo, le vedrete abbiosciarsi e dileguare”. Nel marzo 1917 lo zar Nicola II abdicava ufficialmente mentre il fratello, il granduca Michele II, rinunciava alla successione.

Angelo d’Orsi racconta mese dopo mese l’ “anno della rivoluzione”, l’anno in cui il mondo è cambiato: il 1917. Dodici capitoli attraverso i quali l’autore suggerisce accostamenti inediti e riferimenti a un presente che per tanti versi ne ha raccolto l’eredità: Fatima e Caporetto, il Palazzo d’Inverno e la Casa Bianca, Lenin e Mata Hari.

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VERDAD

Sabato 17 dicembre alle 18.00 

VERDAD

di Lorena Canottiere
pubblicato da Coconino Press/Fandango

Ho girovagato a destra e a manca per parlarne e ho conosciuto persone e realtà nei cui confronti ho provato nostalgia già dal mattino successivo, ma non l’ho ancora portato in Vanchiglia, il mio quartiere.
È ora di rimediare.
Poche parole, ché si gioca in casa, tra amici: ci si fa un bicchiere.
Per l’occasione Stefano Risso e Lalli (tutti e due coinvolti ampiamente nella stesura del libro) porteranno i loro vinili, questa volta senza copertina- il perché ve lo farete spiegare da loro.

Queste le parole con cui Nadine (nome di battaglia) termina il suo diario nel 1939, in procinto di lasciare Barcelona, un prezioso scritto in cui si alternano momenti della sua vita di guerrigliera e cuoca. Brinderemo a lei e a tutte le altre compagne di Verdad, alla speranza che non si estingua quel modo di lottare che lascia spazio alla cura, alla vita, al pensiero e all’ironia, anche usando le armi.

“Mentre scrivo queste note mi viene comunicato che sono stata inclusa nella squadra di scorta ad un gruppo di delegati che devono assolutamente raggiungere Figueras. Dopo qualche tentennamento rifiutiamo l’ordine a muso duro, perché sappiamo che questa rappresentanza delle Cortes non va a chiedere la pace per il proletariato di Spagna, ma la resa per aver salva la vita. Se accettiamo la missione e ubbidiamo agl’ordini forse salviamo la vita. Ma quale vita ci aspetta? Juan propone di proseguire a combattere limitandoci all’autodifesa, muovendoci verso il confine con la Francia. Tornare ad essere bandoleros. Ci dividiamo in tre squadre, ci scambiamo indirizzi e promesse. Per l’ultima volta dividiamo il cibo, le armi, le munizioni, i medicinali, le lacrime e il giuramento che non finirà qui. Per l’ultima volta ci abbracciamo e ci dividiamo una bottiglia di vino… We few, we happy few, we, band of brothers.”

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PORTICI DI CARTA 2016

Sabato 08 e Domenica 09 ottobre

PORTICI DI CARTA 2016

A Torino la cultura è una passeggiata.

A Torino la cultura è una passeggiata.
La X edizione di Portici di Carta è attesa a Torino l’8 e 9 ottobre prossimi.
La libreria en plein air più lunga del mondo vedrà quest’anno la partecipazione di un centinaio di librerie indipendenti di Torino e provincia.
Il percorso di bancarelle si snoderà, come tradizione, sotto i portici di piazza Carlo Felice, piazza CLN, via Roma, piazza San Carlo .
Oltre alle librerie indipendenti, che verranno suddivise in 15 aree tematiche, è da segnalare la presenza di una trentina di piccoli e medi editori piemontesi.

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Sabato 08 ottobre 2016 alle ore 18,00 (presso lo stand di Linea451)
incontro con CARLO GREPPI per presentare il suo ultimo libro
Uomini in grigio. Storie di gente comune nell’Italia della guerra civile.
Feltrinelli editore.

L’Italia dei venti mesi di guerra civile (settembre 1943 – aprile 1945) è a tutt’oggi un campo di battaglia storiografico.
Le responsabilità, gli eroismi, le ragioni e i torti occupano ancora molta letteratura, storica e divulgativa.
Gli occhi sono puntati sui carnefici, oppure sulle vittime, oppure sui partigiani.
Con questo libro eccezionale, Carlo Greppi compie un’operazione del tutto originale e riesce a spostare la questione al di fuori del terreno consueto.
“Tra vittime e carnefici (se definiamo, con approssimazione, tutti i nazisti “carnefici” e tutti i deportati e i civili assassinati “vittime”), dovendo partire da un dato numerico netto, inquadriamo meno dell’uno per cento della popolazione che viveva allora a Torino. Se includiamo tutti i fascisti, arriviamo a stento al due. Settecentomila persone – tutti gli altri – sono una massa eterogenea e complessa, un groviglio di sottoboschi difficile da fotografare.”
Greppi imposta la sua ricerca alla scoperta del vissuto, delle storie e delle vite di tutti questi “uomini in grigio”: gente comune, che non è stata né eroica né criminale, che ha dovuto, ogni giorno di quei venti mesi, prendere decisioni e sopravvivere in un contesto sempre più difficile.
Per raccontare le storie di queste persone, in perenne oscillazione tra uno stereotipo e l’altro, la scrittura storiografica si colora di narrativa.
I personaggi escono dai documenti e diventano personaggi di un racconto orchestrato con sapienza, di una vicenda appassionante, di una lettura avvincente.
E interrogano così ciascun lettore: cosa avresti fatto tu? Che ruolo avresti scelto? E come avresti convissuto con le tue scelte?

Domenica 09 ottobre 2016 alle ore 17,00 (presso lo stand di Linea451)
incontro con LORENA CANOTTIERE
per parlare del suo ultimo lavoro VERDAD.
Coconino Press editore.

Verdad ha otto anni, vive con la nonna bigotta in un paesino sui Pirenei.
Sul camino l’unica immagine di sua madre, una fotografia che ritrae un gruppo di persone sorridenti, un po’ male in arnese, ma unite da qualcosa di grandioso e vitale, che Verdad non capisce, ma che l’attrae e la affascina. In alto, sulla foto c’è scritto Monte Verità.Verdad ha ventisei anni quando la bomba le frantuma il braccio. E’ una fortuna che i compagni l’abbiano ritrovata nel bosco, poco lontana dal capanno che avrebbe dovuto far saltare in aria per rompere le linee nemiche.
Tre bombe confezionate seguendo vecchi manuali che, una volta innescate, le avrebbero dovuto dare sufficiente tempo per mettersi in salvo. Ma tutto va storto.
Quando le amputano il braccio, dalla giacca scivola a terra la foto della madre, sorridente, a Monte Verità. Col passare del tempo e con le informazioni ottenute dai compagni delle Brigate Internazionali, accorsi in Spagna da mezzo mondo per combattere il franchismo, scopre che a Monte Verità intellettuali, artisti e rivoluzionari di tutta Europa avevano dato vita ad un grande progetto di vita libertaria.
Quando Enrique le propone di andarsene da Barcellona e dalla Spagna perchè la situazione sta diventando catastrofica e presto sarà troppo tardi- sono stati sconfitti e non restano che la fuga e l’esilio per salvarsi, riorganizzarsi e forse un giorno ritentare- Verdad rifiuta.
Non ha mai visto tante persone e così diverse combattere con la stessa passione per un unico ideale: una vita migliore, fatta di libertà e giustizia sociale. Monte Verità è lì, non ha senso andarlo a cercare altrove.Verdad pensa alla Volpe Vecchia, la storia che si raccontava al paese. Una leggenda bizzarra che parla di prede e predatori. Qualcuno diceva di aver visto l’ultima predatrice, una vecchia volpe senza una zampa, sola nella foresta. Come me, pensa Verdad. Pensa alla Volpe Vecchia quando, dopo anni di clandestinità in montagna, decide di passare il confine per cercare Enrique o forse per andare ad Ascona a vedere se esiste ancora il Monte Verità. Pensa alla volpe perchè la solitudine l’ha invecchiata, perchè il braccio che non ha più continua a dolerle e perchè il gendarme che le sta puntando il fucile addosso ha una faccia da preda.
Verdad non capisce: ha premuto più volte il grilletto della pistola che aveva conservato, nascosta, per tutto quel tempo, ma non succede nulla e il bruciore al braccio mancante diventa uno spasmo insopportabile. Non riuscirà a reggere l’arma ancora a lungo.La storia si sviluppa in episodi, divisi da salti temporali. Ognuno di essi aggiunge suggestioni alla vita di Verdad, che arriva a completarsi man mano che la storia volge al termine. La guerra, gli ideali, il sogno di Monte Verità, la fuga dall’ignoranza e dai compromessi. Un personaggio complesso Verdad, che racchiude in sé i morsi dei pregiudizi di paese, ma procede solitario e caparbio nella sua ricerca di libertà.

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VACANZE 2016

La Libreria Linea 451 chiude per qualche giorno.
Dal 16 al 20 agosto.

Buone vacanze.

Vacanze2016

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