PORTICI DI CARTA 2016

Sabato 08 e Domenica 09 ottobre

PORTICI DI CARTA 2016

A Torino la cultura è una passeggiata.

A Torino la cultura è una passeggiata.
La X edizione di Portici di Carta è attesa a Torino l’8 e 9 ottobre prossimi.
La libreria en plein air più lunga del mondo vedrà quest’anno la partecipazione di un centinaio di librerie indipendenti di Torino e provincia.
Il percorso di bancarelle si snoderà, come tradizione, sotto i portici di piazza Carlo Felice, piazza CLN, via Roma, piazza San Carlo .
Oltre alle librerie indipendenti, che verranno suddivise in 15 aree tematiche, è da segnalare la presenza di una trentina di piccoli e medi editori piemontesi.

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Sabato 08 ottobre 2016 alle ore 18,00 (presso lo stand di Linea451)
incontro con CARLO GREPPI per presentare il suo ultimo libro
Uomini in grigio. Storie di gente comune nell’Italia della guerra civile.
Feltrinelli editore.

L’Italia dei venti mesi di guerra civile (settembre 1943 – aprile 1945) è a tutt’oggi un campo di battaglia storiografico.
Le responsabilità, gli eroismi, le ragioni e i torti occupano ancora molta letteratura, storica e divulgativa.
Gli occhi sono puntati sui carnefici, oppure sulle vittime, oppure sui partigiani.
Con questo libro eccezionale, Carlo Greppi compie un’operazione del tutto originale e riesce a spostare la questione al di fuori del terreno consueto.
“Tra vittime e carnefici (se definiamo, con approssimazione, tutti i nazisti “carnefici” e tutti i deportati e i civili assassinati “vittime”), dovendo partire da un dato numerico netto, inquadriamo meno dell’uno per cento della popolazione che viveva allora a Torino. Se includiamo tutti i fascisti, arriviamo a stento al due. Settecentomila persone – tutti gli altri – sono una massa eterogenea e complessa, un groviglio di sottoboschi difficile da fotografare.”
Greppi imposta la sua ricerca alla scoperta del vissuto, delle storie e delle vite di tutti questi “uomini in grigio”: gente comune, che non è stata né eroica né criminale, che ha dovuto, ogni giorno di quei venti mesi, prendere decisioni e sopravvivere in un contesto sempre più difficile.
Per raccontare le storie di queste persone, in perenne oscillazione tra uno stereotipo e l’altro, la scrittura storiografica si colora di narrativa.
I personaggi escono dai documenti e diventano personaggi di un racconto orchestrato con sapienza, di una vicenda appassionante, di una lettura avvincente.
E interrogano così ciascun lettore: cosa avresti fatto tu? Che ruolo avresti scelto? E come avresti convissuto con le tue scelte?

Domenica 09 ottobre 2016 alle ore 17,00 (presso lo stand di Linea451)
incontro con LORENA CANOTTIERE
per parlare del suo ultimo lavoro VERDAD.
Coconino Press editore.

Verdad ha otto anni, vive con la nonna bigotta in un paesino sui Pirenei.
Sul camino l’unica immagine di sua madre, una fotografia che ritrae un gruppo di persone sorridenti, un po’ male in arnese, ma unite da qualcosa di grandioso e vitale, che Verdad non capisce, ma che l’attrae e la affascina. In alto, sulla foto c’è scritto Monte Verità.Verdad ha ventisei anni quando la bomba le frantuma il braccio. E’ una fortuna che i compagni l’abbiano ritrovata nel bosco, poco lontana dal capanno che avrebbe dovuto far saltare in aria per rompere le linee nemiche.
Tre bombe confezionate seguendo vecchi manuali che, una volta innescate, le avrebbero dovuto dare sufficiente tempo per mettersi in salvo. Ma tutto va storto.
Quando le amputano il braccio, dalla giacca scivola a terra la foto della madre, sorridente, a Monte Verità. Col passare del tempo e con le informazioni ottenute dai compagni delle Brigate Internazionali, accorsi in Spagna da mezzo mondo per combattere il franchismo, scopre che a Monte Verità intellettuali, artisti e rivoluzionari di tutta Europa avevano dato vita ad un grande progetto di vita libertaria.
Quando Enrique le propone di andarsene da Barcellona e dalla Spagna perchè la situazione sta diventando catastrofica e presto sarà troppo tardi- sono stati sconfitti e non restano che la fuga e l’esilio per salvarsi, riorganizzarsi e forse un giorno ritentare- Verdad rifiuta.
Non ha mai visto tante persone e così diverse combattere con la stessa passione per un unico ideale: una vita migliore, fatta di libertà e giustizia sociale. Monte Verità è lì, non ha senso andarlo a cercare altrove.Verdad pensa alla Volpe Vecchia, la storia che si raccontava al paese. Una leggenda bizzarra che parla di prede e predatori. Qualcuno diceva di aver visto l’ultima predatrice, una vecchia volpe senza una zampa, sola nella foresta. Come me, pensa Verdad. Pensa alla Volpe Vecchia quando, dopo anni di clandestinità in montagna, decide di passare il confine per cercare Enrique o forse per andare ad Ascona a vedere se esiste ancora il Monte Verità. Pensa alla volpe perchè la solitudine l’ha invecchiata, perchè il braccio che non ha più continua a dolerle e perchè il gendarme che le sta puntando il fucile addosso ha una faccia da preda.
Verdad non capisce: ha premuto più volte il grilletto della pistola che aveva conservato, nascosta, per tutto quel tempo, ma non succede nulla e il bruciore al braccio mancante diventa uno spasmo insopportabile. Non riuscirà a reggere l’arma ancora a lungo.La storia si sviluppa in episodi, divisi da salti temporali. Ognuno di essi aggiunge suggestioni alla vita di Verdad, che arriva a completarsi man mano che la storia volge al termine. La guerra, gli ideali, il sogno di Monte Verità, la fuga dall’ignoranza e dai compromessi. Un personaggio complesso Verdad, che racchiude in sé i morsi dei pregiudizi di paese, ma procede solitario e caparbio nella sua ricerca di libertà.

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VACANZE 2016

La Libreria Linea 451 chiude per qualche giorno.
Dal 16 al 20 agosto.

Buone vacanze.

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CAMBIO NUMERO

Care amiche e cari amici,
la libreria ha cambiato numero di telefono.

Potete chiamare al nuovo numero 011.19866917

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HUMUS

Venerdì 12 febbraio 2016 alle 18,00
la libreria ha il piacere di ospitare Bianca Bonavita per la presentazione di:

HUMUS
Diario di terra

(Pentagora edizioni)

Introduce Claudio Muto.

Humus

IL LIBRO
Sulle colline una donna ricerca nella terra il suo humus perduto, la sua umanità, la sua rivolta. Nel suo diario ritrae la meraviglia per il lavorio delle stagioni. Diventa contadina.
Ma l’elegia si distorce in invettiva, l’incanto in disincanto. Della cultura contadina non restano che macerie e la campagna è stata trasformata in una fabbrica a cielo aperto. Dal suo esilio si accorge che tutto, anche il suo ‘Ritorno alla terra’ è avvolto nella Rete del Grande Pescatore. La comunità è dispersa e lei si sente condannata a una solitudine irreparabile.
Questo è il suo testamento.
O la sua semina.

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