le novità

NARRATIVA ITALIANA e STRANIERA

 

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Julie Otsuka  QUANDO L’IMPERATORE ERA UN DIO
Bollati Boringhieri, euro 13,00

 

9788833922768

 

Quando l’imperatore era un dio racconta un’altra pagina poco conosciuta della storia americana: l’internamento dei cittadini di origine giapponese nei campi di lavoro dello Utah, in seguito all’attacco di Pearl Harbour. Un tranquillo padre di famiglia arrestato nel cuore della notte; sua moglie, i suoi bambini costretti a un viaggio verso l’ignoto. Una storia emblematica del destino di chi divenne invisibile per tutta la durata della guerra.

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 John Cheever UNA SPECIE DI SOLITUDINE. I DIARI

Feltrinelli, euro 20,00

9788807019265

John Cheever era un uomo pieno di contraddizioni: amava la moglie e i figli, ma si sentiva profondamente solo; amava le donne, ma amava anche gli uomini; si odiava perché aveva il vizio di bere, ma per gran parte della vita non riuscì a smettere; era un grande scrittore, ma la sua sensibilità era così pronunciata da limitarlo come persona. In queste pagine ci è data la possibilità di seguirlo in un dialogo serrato con se stesso, di stare ad ascoltarlo mentre cerca di capire e registrare le infinite variazioni della luce e del suo intimo sentire. Qui la scrittura di Cheever è totalmente libera, folgorante, una fonte di infinita poesia e struggenti considerazioni sulla natura dell’amore, del sesso, del desiderio e della vita.

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Andre Agassi – OPEN

Einaudi, euro 20,00

978880620726GRA

“Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto, tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio mi appare l’essenza della mia vita…”.

Uno dei più grandi campioni di tennis di tutti i tempi si racconta senza pudore in un memoir che ha fatto scalpore nel mondo, non solo quello del tennis.

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Jonathan FranzenPIÙ LONTANO ANCORA
Einaudi, euro 19,50

Più lontano ancora è una raccolta di saggi in cui Jonathan Franzen riflette, utilizzando una prosa pungente ed incisiva, sulla società e sul mondo. I saggi contenuti nel volume toccano numerosi argomenti e generi, si va dalla critica letteraria, a meditazioni relative a fatti personali ed autobiografici, riflessioni sulla società moderna e tanti altri approfondimenti che non sono facili da circoscivere secondo classificazioni tout court. Anche lo stile con cui vengono affrontate le differenti tematiche risulta variegato e mutevole. Nel volume possiamo trovare un reportage compiuto da Franzen in tre paesi del Mediterraneo (Malta, Cipro e Italia) sul fenomeno della caccia illegale agli uccelli. Il ritratto dell’Italia proposto dallo scrittore è del tutto inedito. Il capitolo che dà il titolo al libro, invece, parla di un’avventurosa esplorazione in un isola deserta al largo della costa del Cile, un viaggio che l’autore ha compiuto per cercare di cacciare le ombre rimaste dopo il suicidio del suo amico David Foster Wallace. E poi ancora, possiamo leggere del suo punto di vista in merito ai motivi che spingono a leggere e a scrivere romanzi, del modo con cui la tecnologia sta cambiando il nostro modo di esprimere le emozioni, di essere umani. Più lontano ancora è un volume in cui Jonathan Franzen affonda il suo sguardo critico e sensibile sul presente.

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Daniel Pennac STORIA DI UN CORPO
Feltrinelli, euro 18,00

Daniel Pennac traspone la fisicità delle sensazioni corporee sulle pagine del suo nuovo romanzo, Storia di un corpo. Il padre di Lison è da poco deceduto, la donna, tornata a casa dopo aver assisitito al funerale del genitore, si vede consegnare un pacco. Si tratta di un curioso regalo da parte di suo padre, un diario da lui tenuto a partire dall’età di dodici anni e fino alla fine della sua vita. In questo diario sono annotate le sensazioni che l’uomo ha provato in vita. Sensazioni fisiche che danno vita ad una narrazione il cui protagonista è il corpo, con tutta la sua vitalità e con le sue innumerevoli trasformazioni. Un tuffo nel passato attraverso le percezioni sensoriali vissute dal defunto genitore. La crescita, la scoperta del sesso, l’invecchiamento, la malattia, il dolore. Lison, sfogliando le pagine del diario, scopre un lato di suo padre che ignorava, un lato intimo e profondo. Nel diario c’è tutto, un’intera vita. La voce stridula della madre poco affettuosa, il profumo della tata Violette, il sapore che aveva il caffè durante la guerra, l’odore del pane con il mosto d’uva che era solito consumare per merenda. Storia di un Corpo, di Daniel Pennac, racconta la sbalorditiva vita sensoriale di un uomo.
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Mariapia Veladiano – IL TEMPO È UN DIO BREVE
Einaudi, euro 17,00

Il tempo è un Dio breve, di Mariapia Veladiano, è un romanzo introspettivo che affronta temi quali l’amore, la fede e il rapporto con Dio, argomenti già presenti nel suo precedente romanzo, La vita accanto, e sentiti particolarmente dall’autrice in virtù dei suoi studi in filosofia e teologia. Al centro del romanzo c’è la figura di Ildegarda, una donna che, dopo che suo marito si è allontanato da lei, riesce a trovare rifugio dalla solitudine grazie all’amore che nutre verso il suo adorato figlio. La donna però, quando il suo bambino si ritrova in pericolo di vita, inizia a riflettere sul male di vivere, sul dolore causato dalla perdita, e, soprattuto, sulla totale impotenza dell’uomo di fronte alla morte. Ildegarda, impossibilitata a proteggere il figlio e attanagliata da un forte ed opprimente senso di angoscia, tenta di trovare la sua salvezza spirituale nella fede. La donna cerca di ristabilire un contatto con quel Dio che sembra rimanere indifferente di fronte al suo strazio. Un paesaggio innevato di rara bellezza e un incontro inatteso, preludio di una nuova passione, saranno gli elementi che daranno ad Ildegarda nuova luce e nuova speranza. Mariapia Veladiano, con Il tempo è un Dio breve, riflette sulla paura della morte e sulla fede, attraverso una storia delicata e struggente.
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Aimee Bender – LA RAGAZZA CON LA GONNA IN FIAMME
Minimum Fax, euro 14,00

Il libro di esordio di Aimee Bender, autrice del bestseller L’inconfondibile tristezza della torta al limone, è una raccolta che usa la dimensione surreale e fantastica, a volte fiabesca, per raccontare in maniera originale l’amore, il tradimento, il desiderio sessuale, le dinamiche familiari, l’amicizia. Dietro un uomo che torna dalla guerra senza labbra, una donna che partorisce misteriosamente la propria madre, un folletto che si innamora di una sirena nei corridoi di un liceo americano – dietro l’ereditiera o la bibliotecaria che cercano di esorcizzare il dolore con il sesso, dietro il delinquente ossessionato dalla propria bruttezza – c’è in fondo ognuno di noi, con la sua solitudine, le sue paure e le sue infinite possibilità di redenzione. Figlia del postmoderno di Calvino e del minimalismo di Carver, la scrittura leggera ma mai banale della Bender è una forma di «realismo magico» dallo straordinario impatto emotivo.

Alla sua uscita negli Stati Uniti, La ragazza con la gonna in fiamme è stato segnalato fra i libri dell’anno dal New York Times ed è rimasto per 7 settimane nella classifica dei bestseller del Los Angeles Times. Già pubblicato in Italia col titolo Grida il mio nome, viene ora proposto nella nuova traduzione di Martina Testa.

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Jonathan Ames – NEMMENO IMMAGINI QUANTO TI VOGLIO BENE
Dalai, euro 16,50

Che stia dando la caccia agli scarafaggi che infestano il suo appartamento, baciando una bellissima attrice sul set di un film di avanguardia o provocando una rissa con un tedesco nerboruto, di sicuro Jonathan Ames possiede un talento eccezionale per cacciarsi nelle situazioni più bizzarre. Talento che mostra anche trasformando le occasioni più banali in esperienze memorabili. In questa sua ultima fatica, lo scrittore dà un’ulteriore prova della sua straordinaria capacità di trasformare le proprie avventure e nevrosi, i momenti di felicità o di dolore in storie esilaranti e, allo stesso tempo, malinconiche. Scopriremo così, grazie a lui, che è possibile scovare la bellezza nella perversione, la dolcezza nella solitudine e il lato divertente della sofferenza.

Un’intervista all’autore: http://blog.bcdeditore.it/2011/02/intervista-a-jonathan-ames/
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Antoine Sénanque – L’UOMO LIQUIDO
Barbès, euro 14,00

1938, Budapest. Un uomo si sveglia coperto di sudore. È appena stata proclamata l’annessione dell’Austria al Terzo Reich. Il partito nazionalista ungherese festeggia la prima vittoria di Hitler. La quantità di sudore aumenta, la sua analisi rivela una composizione simile a quella dell’acqua di mare, ricca di sale e contenente delle alghe. Ma Pal Vadas, funzionario modello delle poste centrali, arruolato suo malgrado tra le fila dei nazisti, deve essere curato? Cos’è questo strano fenomeno che lo colpisce?  Perché l’acqua che esce dal suo corpo aumenta? Perché il suo volto e il suo corpo diventano via via più mostruosi? E soprattutto, chi è Pal Vadas? Forse una sorta di sentinella dell’angoscia che cresce nel cuore dell’Europa. Un romanzo sconvolgente e forte, che rivela la follia del più terribile momento storico del Novecento.

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Pierpaolo Vettori – LE SORELLE SOFFICI
Elliot, euro 16,00

L’Italia trafficona e corrotta di Tangentopoli raccontata da Alice nel Paese delle Meraviglie, ovvero può sopravvivere l’innocenza in un mondo come questo? Un romanzo affascinante che segna la scoperta di una voce nuova e originalissima.

Finalista alla XIV edizione del Premio Calvino.

Veronica Soffici è una ragazza molto speciale, parla con gli scrittori defunti che popolano la biblioteca di casa, mangia mele con i chiodi di garofano e sente di essere la sola a difendere la sorella Cecilia dai pericoli terreni e ultraterreni. La sua è una famiglia di industriali la cui fortuna è stata costruita sulla ricetta segreta di una marmellata diventata famosa in tutto il mondo. Ma i tempi cambiano e l’ombra del fallimento sembra incombente, mentre i primi scandali di Tangentopoli cominciano ad apparire nelle cronache. Un aiuto potrebbe arrivare da un ambiguo faccendiere, l’unico in grado di garantire una via d’uscita, ma sarà necessario sacrificare qualcuno. Giorno dopo giorno Veronica riporta nel suo diario ricordi, visioni, fantasie ma anche i mutamenti repentini che stravolgono la routine familiare, insieme al viavai di speculatori, portaborse e politici che stringono d’assedio i terreni intorno a Villa Soffici. Alla ragazza non resta che organizzare una forma di resistenza tutta sua e giocare la crudele partita con il mondo. Poetico e affascinante, questo romanzo è un grido di battaglia a difesa dell’innocenza e della fantasia contro l’avanzare di una barbarie dell’anima che non concede prigionieri. Un’opera spiazzante, diversa, indimenticabile.
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Joe R. Lansdale ACQUA BUIA
Einaudi, euro 18,50

Ci mettemmo tutti a tirare la corda e alla fine, proprio quando ero sicura che stessero per uscirmi le budella, il sacco venne a riva. Il fatto è che non c’era solo quello. Im pigliato, c’era qualcosa di gonfio e bianco da cui ciondolavano lunghi ciuffi di erba bagnata.
– Fermi un attimo, – disse papà, e continuò a tirare.
Poi mi resi conto che non era erba, ma capelli. E sotto quei capelli una faccia grossa e tonda come la luna, bianca come un lenzuolo e gonfia come un cuscino di piume. Fu solo quando vidi il vestito che capii di chi si trattava. Era l’unico vestito che avevo mai visto indosso a May Lynn Baxter. Un vestito a fiori blu, cosí stinto che a malapena si distingueva il colore originale dei fiori, e che le era diventato sempre piú corto via via che cresceva.
L’unica volta che ricordavo di averla vista senza quel vestito era stata quando, una sera, io e lei assieme a Terry e Jinx eravamo sgattaiolati fuori di casa per andare a fare un tuffo nella buca. Allora, al chiaro di luna, mi era sembrata proprio carina, senza niente addosso, ben fatta e con i capelli biondissimi lunghi fino alla vita, e quel vestito appeso a un ramo vicino al fiume. Si muoveva come al ritmo di una musica che solo lei riusciva a sentire. Capii allora che sarebbe diventata il tipo di ragazza che gli scapoli si voltano a guardare, tirando un gran sospiro, mentre gli uomini sposati vorrebbero che la loro moglie prendesse fuoco all’istante. Il punto è che lo era già, quel tipo di ragazza.

Joe R. Lansdale, Acqua buia

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In fondo alla palude, insozzato dal fango, scheggiato dal razzismo, dall’odio e dalla violenza resiste, anzi rinasce, quel che resta del sogno americano. A regalargli una spruzzata di vita, sangue nuovo, a far battere forte il cuore, ci pensa Joe R. Lansdale con il suo Acqua buia… Un romanzo che corre sul consueto scenario del Texas della Grande depressione ma che ha il respiro universale come solo le opere migliori sanno avere. Sino a creare una sorta di non luogo, di non tempo che ha la forza di parlare a tutti noi, del nostro oggi.

Massimo Vincenzi, la Repubblica

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Una scatenato romanzo gotico-picaresco… Divertente e allo stesso tempo inquietante, a tratti assai crudo ma costantemente baciato da una palese felicità di scrittura, Acqua buia è forse il capolavoro di Joe R. Lansdale, un libro capace di giocare coi generi letterari… La voce di Sue Ellen è semplicemente perfetta: spigliata, vibrante, ricca di umanità e di sfumature, e capace dall’inizio alla fine di risultare sempre meravigliosamente autentica.

Giuseppe Culicchia, ttL- La Stampa

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Il romanzo americano piú potente, autentico e perfetto dai tempi di Huckleberry Finn. Meraviglioso e terrificante, Acqua buia è opera di una mente geniale. Un capolavoro.

Dan Simmons

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Un cast di personaggi indimenticabili….una lettura eccezionale. Quando l’ho finito è successo qualcosa che non ricordo sia mai capitata prima, con un libro che dovevo recensire: volevo leggerlo di nuovo.

Boston Globe

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Un delizioso racconto gotico… buffo e spaventoso al tempo stesso, potrebbe essere uscito dalla penna dei fratelli Grimm, o di Mark Twain.

New York Times Book Review

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Joe Lansdale è ormai da tempo uno dei nostri scrittori migliori e piú difficili da racchiudere in una formula. Definitelo pure un autore del soprannaturale, dell’horror, un giallista o un narratore dell’America profonda: basta che vi ricordiate di aggiungere l’aggettivo grande.

Daniel Woodrell

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«Sono sempre stato fortunato e benvoluto, ma certo questo è il romanzo che ha avuto l’accoglienza più calorosa…»: così Joe R. Lansdale ha commentato il grandioso successo di pubblico e di critica del suo nuovo romanzo, accolto negli Stati Uniti non solo come il suo miglior libro, ma come uno dei capolavori del romanzo contemporaneo.

L’azione comincia in Texas, ai tempi della Grande depressione. May Lynn è bionda, ha 16 anni e un sogno: diventare una stella di Hollywood. Quando la sua amica Sue Ellen la trova morta nelle acque del fiume Sabine, con una macchina da cucire legata ai piedi, decide che per onorare la sua memoria non c’è altro da fare che portarla in California, perché trascorra lì l’eternità.
In compagnia di Terry, ragazzino bianco che fa parlare di sé per la sua presunta omosessualità, e Jinx, ragazzina nera che fa parlare di sé per la sua incapacità di tenere a freno la lingua, Sue Ellen si rimbocca le maniche per realizzare, anche se postumo, il desiderio dell’amica: ne riesuma il corpo (sepolto senza alcuna cura in una cassa di legno scadente), lo brucia, e prepara le ceneri per il viaggio, che è lungo e anche piuttosto caro. Ma a questo proposito, per fortuna, ci pensa la stessa May Lynn a soccorrere gli amici: sul suo diario, che sguscia fuori da una pila di riviste nella sua stanza, la ragazzina ha disegnato una mappa del tesoro, che si rivela insospettabilmente vera. Muniti di un gruzzolo piuttosto cospicuo e di una chiatta (rubata) lo strampalato gruppetto comincia la navigazione sul fiume Sabine. Ma la distanza non è l’unica cosa da affrontare per arrivare in California, e i ragazzini si troveranno a fare i conti con un’infinità di avversari agguerriti. A partire dallo Zio Gene, che ha saputo del tesoro e non vede l’ora di metterci le mani, e poi i poliziotti corrotti, l’orrido Skunk, una specie di orco che fa a pezzi le sue vittime, e ancora il fiume stesso, tutt’altro che placido, che metterà a dura prova la determinazione di Sue Ellen e dei suoi amici.

«Un libro sui sogni e sulla voglia di realizzarli» ha scritto Massimo Vincenzi, ma anche un libro sui nostri incubi peggiori, una favola dark raccontata con la voce brillante e piena di stupore di un’adolescente degli anni Trenta. «La crescita è quel momento affascinante e irripetibile in cui scopri che tutto è diverso da come lo intendevi. E il vero segreto di chi scrive è non crescere mai, non perdere mai lo sguardo dei ragazzi», ha detto Lansdale a Vincenzi. E ha ammesso: «Non dovrei essere io a dirlo, ma sì, penso che sia il mio miglior libro. Volevo realizzare una mitologia realistica, prendendo spunto dai grandi classici: l’Odissea, ma anche Giasone e gli Argonauti. Ci ho messo molto lavoro e fatica, ma sono felice di averlo scritto».

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In occasione dell’uscita di Acqua buia, Repubblica TV ha pubblicato una videointervista a Joe R. Landsdale, tratta dal documentario Once We Were Children: Joe Lansdale, di Chiara Stangalino ed Erminio Perocco:

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Banana Yoshimoto MOSHI MOSHI
Feltrinelli, euro 13,00

Dopo aver perso il padre in quello che ha tutta l’aria di essere stato un doppio suicidio d’amore, Yoshie si trasferisce dalla sua casa di Meguro a un minuscolo e vecchio appartamento a Shimokitazawa, un quartiere di Tokyo famoso per le sue stradine chiuse al traffico, i ristoranti, i negozietti, nonché meta degli alternativi della capitale. Qui Yoshie spera, aiutata dall’atmosfera vivace, di superare il dolore e dare una nuova direzione alla sua vita. Un giorno, però, sua madre le si presenta a casa all’improvviso con una borsa Birkin di Hermès e qualche sacchetto. Inizia così una bizzarra convivenza che unisce le due donne lungo il percorso di elaborazione del lutto che le ha colpite, le pone di fronte a verità inaspettate, le aiuta a scorgere fiochi lumi di speranza nel buio di una quotidianità ferita.Moshi moshi – “pronto” al telefono – è il racconto di una rinascita, la favola delicata e struggente della vita di un quartiere, la storia di una madre, di una figlia, di un grande dolore e di qualche piccola felicità inattesa.

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Salvatore Niffoi PANTUMAS
Feltrinelli, euro 16,00

A Chentupedes, un antico villaggio scavato fra i monti di un paesaggio sontuosamente barbarico, la tradizione vuole che i coniugi legati da un vincolo d’amore muoiano insieme, come insieme sono vissuti. Purtroppo non è andata così per mannoi Lisandru e mannai Rosaria Niala. Lisandru è morto e Rosaria è così convinta che il Cielo se l’è preso anzitempo che ha continuato ad aspettarlo. Lo ha aspettato così forte che, quando arriva, fantasma acceso da vita che si rinnova, lo accoglie come una moglie accoglie il marito dopo un lungo viaggio. Lisandru è tornato per morire con lei. Ma prima che ciò accada è necessario sbrogliare il filo del passato. Sapere come sono andate le cose. Mettere alla prova la memoria con un’altra memoria, che viene da lontano e si srotola, magica e luminosa, quasi fosse un film, anzi come un vero film, sulle pareti calcinate della cucina dei Niala. I fantasmi, le pantumas, tornano per narrare, come in un racconto infinito, il gesto infinito dell’amore, il sapore dolcissimo del sangue.

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Letizia Muratori COME SE NIENTE FOSSE
Adelphi, euro 15,00

A un narratore è prudente non chiedere mai di raccontare la sua vera storia: quantomeno si innervosisce. La protagonista di questo romanzo non fa eccezione e, se potesse scegliere, continuerebbe a nascondersi come sempre dietro invenzioni, personaggi e «suoni corti, urgenti, che servono soprattutto a far capire agli altri se sto bene o se sto male». Invece, per ragioni alimentari, accetta di tenere un seminario che, primo, ha per oggetto una disciplina neonata e vagamente grottesca, la «lettura creativa», e secondo, ha come destinatari gli uditori meno accomodanti: un gruppo di vecchi amici, riemersi da un passato non del tutto limpido. A questo piccolo pubblico, inaspettatamente, la scrittrice finirà per raccontarla davvero, la storia perturbante e per nulla gradevole che i suoi allievi credevano di voler ascoltare. Il risultato è una commedia amara e tagliente, in cui ogni battuta e ogni silenzio hanno un peso.

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Ann Tyler GUIDA RAPIDA AGLI ADDII
Guanda, euro 15,00

Aaron, giovane vedovo ancora sconvolto dalla perdita della moglie Dorothy, comincia a riceverne le visite. Per strada, al mercato, al lavoro, Dorothy lo affianca silenziosa nei mesi del lutto. Per Aaron, balbuziente, leggermente zoppicante, soffocato per tutta la vita dalle attenzioni di donne troppo premurose – dalla madre apprensiva alla sorella invadente, alle fidanzate votate più ad assisterlo che ad amarlo – l’incontro con Dorothy era stato una liberazione. Finalmente una donna diretta, pratica, quasi asociale ma per nulla sentimentale e soprattutto refrattaria a ogni pietismo, una donna che lo trattava come un uomo e non come un bambino da accudire. Insieme si erano costruiti un rifugio, vivendo in una simbiosi assoluta che portava ciascuno a coltivare le proprie idiosincrasie e ad amplificare quelle dell’altro. Ma ora che lei non c’è più, tranne che nelle sue brevi apparizioni, Aaron è costretto ad avventurarsi di nuovo in un mondo dove i vicini di casa lo foraggiano ogni giorno con abbondanti provviste di cibo; la sorella insiste per ospitarlo; i colleghi fanno di tutto per rendergli la vita più facile e qualcuno già cerca di combinargli un incontro con una giovane vedova altrettanto sola e bisognosa d’affetto.
Con tono leggero e divertito, e la consueta capacità di tratteggiare i personaggi accumulando minuziosamente gesti, parole e dettagli, Anne Tyler descrive il percorso tortuoso che dallo smarrimento della perdita conduce alla scoperta di nuove, infinite possibilità, sfociando in un inno alla vita e alla sua stupefacente varietà.

“Quando esce un nuovo romanzo di Anne Tyler bisogna lasciar perdere tutto e comprarlo subito. E naturalmente leggerlo.”
Nick Hornby
“Con straordinaria perspicacia e schiettezza, Anne Tyler racconta la famiglia e soprattutto il matrimonio… per il quale l’amore è necessario, anche se per sua natura imperfetto.”
Los Angeles Times
“Un romanzo di amore e dolore praticamente perfetto… Un libro sull’amore e sui suoi meccanismi più intimi: che cosa ci dà e che cosa pretende in cambio.”
The Herald

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Michela Murgia L’INCONTRO
Einaudi, euro 10,00

Il tetto della parrocchia, il fitto dello stagno, il misterioso canale che serpeggia sotto la grata: è questa l’estate per Maurizio e per i suoi amici, un inseguirsi di giorni e avventure, serate in strada e storie di fantasmi. Ma intanto il paese si spacca in due, perdendo la naturalezza del suo invincibile presente plurale. In un crescendo esilarante e irresistibile, verso un finale dove persino le statue dei santi potrebbero diventare oggetti contundenti.

Maurizio ha dieci anni e non vede l’ora che comincino le vacanze. Per lui l’estate significa stare dai nonni a Crabas: lí ogni anno ritrova Franco e Giulio, fratelli di biglie, di ginocchia sbucciate e caccia alle libellule, e domina con loro un piccolo universo retto da legami che sembrano destinati a durare per sempre. Ma nell’estate del 1986 qualcosa di imprevedibile incrinerà la loro infanzia e mostrerà a tutti, adulti e ragazzi, quanto possa essere fragile il granito delle identità collettive.
Basta un prete venuto da fuori a fondare una nuova parrocchia per portare una scintilla di fanatico antagonismo dove prima c’erano solo fratellanze. In quella crepa della comunità l’estraneo può assumere qualunque volto, persino i capelli rossi di un inseparabile compagno di giochi.
In questo racconto insieme comico e profondo, la penna inconfondibile di Michela Murgia ci regala un’appassionata storia di formazione in cui il protagonista scopre – insieme al lettore – cosa significa dire noi.

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Julian Barnes IL SENSO DI UNA FINE
Einaudi, euro 17,50

Viviamo nel tempo; il tempo ci forgia e ci contiene, eppure non ho mai avuto la sensazione di capirlo fino in fondo. Non mi riferisco alle varie teorie su curvature e accelerazioni né all’eventuale esistenza di dimensioni parallele in un altrove qualsiasi. No, sto parlando del tempo comune, quotidiano, quello che orologi e cronometri ci assicurano scorra regolarmente: tic tac, tic toc. Esiste al mondo una cosa piú ragionevole di una lancetta dei secondi? Ma a insegnarci la malleabilità del tempo basta un piccolissimo dolore, il minimo piacere. Certe emozioni lo accelerano, altre lo rallentano; ogni tanto sembra sparire fino a che in effetti sparisce sul serio e non si presenta mai piú. Non sono particolarmente interessato ai miei anni di scuola, non ne ho affatto nostalgia. Ma è a scuola che tutto è cominciato, perciò mi toccherà tornare brevemente su certi eventi marginali ormai assurti al rango di aneddoti, su alcuni ricordi approssimati che il tempo ha deformato in certezze. Se da un lato a questo punto non posso garantire sulla verità dei fatti, dall’altra posso attenermi alla verità delle impressioni che i fatti hanno prodotto. È il meglio che posso offrire.

Julian Barnes, Il senso di una fine

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Il senso di una fine di Julian Barnes è un romanzo breve, ma profondo. Un capolavoro minimo, niente affatto minimalista. Che per densità, per gravità del tema impone al suo lettore un confronto con gli assi portanti dell’esistenza: il problema del tempo e del senso – il senso, appunto, della fine.

Nadia Fusini, la Repubblica

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Era la quarta volta che entrava tra i sei finalisti del Man Booker Prize, ma nel 2011, con Il senso di una fine, Julian Barnes ce l’ha fatta, e si è aggiudicato il più celebre riconoscimento letterario britannico.

«Un romanzo davvero meraviglioso, – recitava la motivazione, – una storia che cattura il lettore sin dalle prime pagine, e che insieme lo lascia sbalordito davanti alla precisione della prosa di Barnes.»

La vecchiaia, la morte, soprattutto la fallibilità della nostra memoria sono i temi che percorrono questo breve quanto intenso romanzo.
La voce narrante è quella di Tony Webster, un uomo di mezza età che ha avuto una carriera brillante e un matrimonio soddisfacente – finito con un divorzio amichevole. L’unico evento che ha davvero turbato la tranquillità impeccabile della sua vita è stato il suicidio dell’ex amico Adrian, che non troppo tempo prima gli aveva portato via la misteriosa Veronica, il suo primo vero amore. Un evento che si ripropone improvviso quando la lettera di un avvocato comunica a Tony che la madre di Veronica è morta lasciandogli una piccola eredità, e rivelando insieme l’esistenza di un diario di Adrian.
Da quel momento comincia per Tony un viaggio a ritroso nella memoria, nel tentativo di recuperare i ricordi della giovinezza condivisa con Adrian e Veronica, e di mettere a fuoco le ragioni che hanno posto fine alla loro amicizia.
Ciò di cui dovrà rendersi conto è che spesso la verità si nasconde proprio in quello che non ricordiamo e che non sappiamo: la storia della nostra vita, così come la raccontiamo a noi stessi e agli altri, non è altro che una delle infinite narrazioni possibili, e l’immagine di noi stessi che costruiamo nel tempo ha spesso più a che fare con l’invenzione che con il ricordo.

«All’improvviso mi sembra che una delle differenze tra la gioventú e la vecchiaia, – dice Tony in Il senso di una fine, – potrebbe essere questa: da giovani, ci inventiamo un futuro diverso per noi stessi; da vecchi, un passato diverso per gli altri».

Affidando la narrazione alla voce inattendibile di Tony, Barnes ci costringe a ripercorrere con lui la sua versione dei fatti, e a subire con lui lo shock dell’intrusione violenta della realtà, fino a all’atroce rivelazione finale – totalmente imprevedibile ma credibilissima – che ci lascia disarmati davanti al cuore esposto della sua (e della nostra) storia personale, ormai libera da mitologie e sofisticazioni.

Il senso di una fine è un romanzo avvincente come il migliore dei thriller ed è insieme capace di riflessioni di rara profondità, ma non basta: a far brillare quest’opera nel panorama della narrativa contemporanea, britannica e non solo, è la scrittura di Julian Barnes. Precisa ed elegantissima, è una prosa che non lascia nulla al caso: Barnes lavora ogni frase come fosse un pezzo di finissimo artigianato, ogni parola è scelta con maestria e il risultato finale è quello, rarissimo, di una tecnica talmente eccellente da risultare invisibile.

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Un romanzo avvincente… L’epilogo è disturbante, e lo è più ancora perché è scritto con la lucidità abituale di Barnes. Questo libro accrescerà senza dubbio la fama del suo autore. Non lasciatevi ingannare dalla sua brevità. Contiene un mistero conficcato nel profondo come il più antico dei ricordi.

The Daily Telegraph

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Una narrazione magistralmente costruita e dall’epilogo inatteso… Frasi raffinate, scelte lessicali precise ed eleganti e riflessioni argute impreziosiscono una storia dai toni cupi. Anello dopo anello, si svela l’atroce reazione a catena generata da un fugace desiderio di vendetta, e il rimorso che divora angosciante per tutta la vita. Una storia dura e ricca di risonanze.

Barnes supera in arguzia e profondità qualsiasi altro scrittore britannico contemporaneo.

The Times

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É probabile che Julian Barnes abbia scritto il suo romanzo migliore; certamente ha raccontato una storia meravigliosa, umana e incredibilmente vera.

Irish Times

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La narrativa, scrive Barnes in Nothing to Be Frightened of, ha l’ambizione di raccontare tutte le storie con tutte le loro contraddizioni, i loro misteri e gli elementi irrisolti. Il senso di una fine esaudisce questo desiderio impossibile in modo nuovo, fertile e memorabile

Guardian

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Con un’opera piuttosto breve che racconta di un uomo piuttosto privo di attrattive, Barnes ha raggiunto un traguardo di importanza universale

Observer

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Un libro ipnotico. Come un fuoco che arde lento, misurato ma pieno di suspense… In questo romanzo ogni frase conta, e ogni frase è perfettamente costruita.

Independent

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Un pugno nello stomaco. In questo affascinante romanzo Julian Barnes dipana il mistero con abilità da maestro, una sorpresa dietro l’altra, senza mai cedere al sensazionalismo.

Daily Mail

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In questo romanzo non c’è nessuna catastrofe, semplicemente la progressiva consapevolezza del passato e delle sue conseguenze sul presente. È una struttura narrativa comune, ma nelle mani del maestro che Barnes è diventato l’effetto è complessivamente travolgente. Un romanzo avvincente, disturbante e profondamente emozionante sulla fallibilità umana.

Standpoint

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Paolo Sorrentino TONY PAGODA E I SUOI AMICI
Feltrinelli, euro 14,00

Il mondo di Tony Pagoda è grande, non si lascia contenere da un solo libro. E così eccolo di nuovo, presentato dall’ex cognato Ughetto De Nardis. Ughetto parla di “nuove esperienze” che a lui non sono piaciute per niente. Noi possiamo, con Pagoda, parlare di vecchi e nuovi amici, di tutti gli incontri che Tony ha continuato ad avere nel mondo che più gli piace, quello compreso fra lo spettacolo di chi fa spettacolo e lo spettacolo delle vite pubbliche. Fabietto e Carmen Russo, il mago Silvan e Tonino Paziente, Maurizio Costanzo e Jacqueline O’Rourke. Ogni occasione è buona per far mostra di una copiosa morale dell’assurdo che è diventata cifra stilistica, segno inconfondibile. Tony Pagoda non teme la risata, non teme la lacrima, non teme la sprezzatura, o lo sfottò. Con lui ci facciamo portare dentro un’umanità che mai avremmo visto così, con cui mai avremmo pensato di compatire. Ma questa volta è come se la voce di Tony raddoppiasse in quella del suo creatore, che infatti sentiamo arrivare, più si avvicina il congedo, ad aprirsi un varco, a lasciare un’impronta. Interprete formidabile del nostro tempo, Tony Pagoda è pur sempre il protagonista, lui e le sue tirate, come Falstaff: “L’umanità, dunque, è miserabile. Non si discute su questo. Eppure, non è stato inventato ancora niente di meglio. Perché, quando si palpita, si palpita. Tutte le emozioni della vita non hanno senso. Si addizionano tra loro, incongrue, per accumulo. Compongono la vita, come una lista della spesa. E questo, infine, è il senso”.

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Karen Duve IL GIORNO IN CUI DECISI DI DIVENTARE UNA PERSONA MIGLIORE
Neri Pozza, euro 16,50

Che cosa c’è di meglio di un bel pollo arrosto dalla pelle croccante, comprato al supermarket per due euro e novantanove e mangiato la sera davanti il televisore in compagnia del proprio cane, sorseggiando una bibita gassata? Karen Duve non è una fanatica vegetariana, né una fervente salutista, ma una normalissima donna sui cinquanta amante dei würstel, del cioccolato e del ketchup al curry, che vive fuori città in compagnia dei suoi amati animali: il vecchio cane Bulli, il cavallo Torino, il riottoso mulo Bonzo, le sue galline. Quando però l’amica Kerstin -detta Grillo, come il Grillo parlante della fiaba di Pinocchio- le fa notare che dietro la comoda e pratica confezione d’alluminio del pollo pronto per la cottura c’è un mondo di sofferenza e di dolore, in cui povere e indifese creature viventi in nome del profitto subiscono le torture più diaboliche da parte dell’industria dell’allevamento intensivo, qualcosa scatta dentro di lei. Karen decide di fare un esperimento su se stessa, di provare a vivere seguendo con rigore teutonico diverse forme di alimentazione -biologica, vegetariana, vegana, fruttariana- ciascuna per due mesi, cercando di immedesimarsi nelle loro rispettive filosofie e visioni del mondo. Comincia così un viaggio senza ritorno di rifiuto dei prodotti dell’industria alimentare e dei suoi orrori, che è anche un viaggio di formazione e una presa di coscienza di come le nostre quotidiane abitudini alimentari siano inscindibilmente connesse con le questioni radicali del nostro futuro sulla terra e del nostro rapporto con gli altri esseri viventi.

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Niccolò Ammaniti IL MOMENTO E’ DELICATO
Einaudi, euro 17,50

«C’era una parte poco frequentata delle edicole della stazione, quasi abbandonata, quella dei tascabili.
Tra i libri accatastati, nascosti dietro un vetro, avvolti nella plastica e ricoperti di polvere cercavo le raccolte di racconti. Era un momento tutto mio, un piacere solitario e veloce perché il treno stava partendo.
Studiavo un po’ i disegni della copertina, pagavo e infilavo il libro in tasca. Appena mi sedevo al mio posto, gli strappavo la plastica che non lo faceva respirare.
Aprivo una pagina a caso, trovavo l’inizio del racconto e attaccavo a leggere. Altre volte, invece, guardavo l’indice e sceglievo il titolo che mi ispirava di piú.
E mentre il treno mi portava via finivo su pianeti in cui c’è sempre la notte, su scale mobili che non finiscono mai e tra mogli che uccidono i mariti a colpi di cosciotti di agnello congelati.
Quella era vera goduria. E spero che la stessa goduria la possa provare anche tu, caro lettore, leggendo questa raccolta di racconti che ho scritto durante gli ultimi vent’anni. C’è un po’ di tutto. Non devi per forza leggerla in treno. Leggila dove ti pare e parti dall’inizio o aprendo a caso».

Il sito ufficiale di Niccolò Ammaniti: www.niccoloammaniti.it

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Paul Torday PESCA AL SALMONE NELLO YEMEN
Elliot, euro 16,50

Alfred Jones, un oscuro e timido ittiologo londinese che lavora per l’ente statale di tutela della pesca, viene incaricato da un ricchissimo sceicco yemenita di collaborare al progetto di introdurre il salmone tra le aride montagne dello Yemen. Alfred, consapevole dell’ assurdità del progetto in questione, all’inizio rifiuta, ma poi viene esortato ad accettare l’incarico – pena il rischio di licenziamento – dai suoi superiori, e quindi addirittura dal portavoce del primo ministro inglese, convinto in questo modo di poter sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle tensioni della guerra in Iraq. Così Fred viene trascinato controvoglia in quest’impresa bizzarra e apparentemente impossibile insieme al carismatico e visionario sceicco e alla sua giovane assistente Harriet. È solo l’inizio di una serie di avventure e disavventure esilaranti e tragicomiche che lo vedranno protagonista tra politici spregiudicati, terroristi islamici, nazionalisti scozzesi, pescatori lobbisti e dubbi sentimentali: Alfred, infatti, partirà per lo Yemen lasciandosi alle spalle un noioso matrimonio senza amore e molte delle certezze che lo hanno guidato fino a quel momento della sua vita.

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Lily Tuck E TI HO SPOSATO
Bollati Boringhieri, euro 16,00

“La mano è ormai fredda, ma lei continua a stringerla”. È una sera qualunque, quando Nina, dalla cucina, chiama Philip per dirgli che la cena è pronta. Il marito non risponde, è appena tornato da una riunione all’università dove insegna matematica, si è sdraiato in camera da letto, per poco, si sente stanco. Quando Nina sale a chiamarlo credendolo addormentato, capisce subito che è morto. Decide allora di posticipare ogni triste burocrazia al mattino successivo, vuole trascorrere un’ultima notte sola con il marito. Sorseggiando un bicchiere di vino dopo l’altro, Nina rievoca in una serie di flash back la storia dell’amore e del matrimonio con Philip. Ricorda con tenerezza le piccole lezioni di matematica e fisica che il marito le impartiva con l’abilità del divulgatore consumato, principi utili a capire la realtà, anche quella dei sentimenti. Rievoca soprattutto i principali avvenimenti di un lungo matrimonio d’amore: il primo incontro in un bistrot parigino, il viaggio di nozze, le insicurezze, i dubbi, i sospetti, i tradimenti, le nascite, le morti… “E ti ho sposato” è la storia di un normale e insieme eccezionale amore coniugale raccontata con estrema eleganza, con una scrittura forte, concisa, trasparente, piena di sentimento ma mai sentimentale, piena d’amore ma mai melensa, un tono che non slitta mai nell’inutilmente drammatico.

Il booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=wxUzJUso

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Jean Echonoz – LAMPI
Adelphi, euro 17,00

Quando vede la luce in un’imprecisata località dell’Europa sudorientale, un furioso temporale manda in frantumi i vetri, fa roteare crocifissi e quadri, spegne lampade e candele – sinché un lampo gigantesco illumina il neonato e tutte le pendole impazziscono. Quel lampo sarà il segno distintivo di Gregor. Il quale si rivela ben presto non solo fragile, ombroso, sprezzante, ma eccezionalmente dotato per le scienze: pare quasi che sia capace di raffigurarsi le cose prima ancora che esistano, con precisione tridimensionale, senza bisogno di schizzi, schemi o bozzetti. Sarà dunque un inventore, e un inventore visionario, profetico, megalomane, sempre in bilico tra scienza e magia, meccanica e ciarlataneria, genialità e delirio, sogno e bluff. E sarà un uomo disperatamente solo, tanto avvenente e brillante quanto inavvicinabile, insofferente di ogni relazione con i suoi simili, cui del resto preferisce gli uccelli. Alle sue fantasmagoriche avventure parteciperemo con lo stesso incantato stupore di quando, bambini, sfogliavamo un libro illustrato di Jules Verne: dai primi, duri anni in America al servizio di Edison all’immensa popolarità conquistata grazie alla corrente alternata e ai rapinosi spettacoli in cui si esibisce tramutandosi in un lungo diluvio di fuoco, sino agli ultimi, sempre più temerari progetti e al crudele declino: perché Gregor inventa senza tregua ma dissipando tutto come se solo il puro atto di creare contasse.

Il booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=wxUzJUso4yQ

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Jeanette Winterson PERCHE’ ESSERE FELICE QUANDO PUOI ESSERE NORMALE?
Mondadori, euro 18,00

Nell’autunno del 1975 la sedicenne Jeanette Winterson deve prendere una decisione: rimanere al 200 di Water Street assieme ai genitori adottivi o continuare a vedere la ragazza di cui è innamorata e vivere in una Mini presa in prestito. Sceglie la seconda strada, perché tutto quello che vuole è essere felice. Tenta di spiegarlo alla madre, che però le chiede: “Perché essere felice quando puoi essere normale?”. Da questa frase inizia il racconto intimo e personale di un’infanzia trascorsa fra un padre indifferente e una madre che passa le notti sveglia ad ascoltare il Vangelo alla radio, impastando torte e lavorando a maglia. La sua è fin dall’inizio la storia di una lotta per sopravvivere alle prepotenze di questa madre, che trova normale lasciare la figlia fuori dalla porta tutta la notte e sottoporla a esorcismi liberatori. Una lotta per affermare se stessa, la propria omosessualità e l’amore per i libri. Perché questa è anche la storia di un amore infinito per la letteratura, nato per proteggersi e per cercare quell’affetto stabile che in casa sembra mancare irrimediabilmente, un amore che resiste anche quando la madre scopre i libri che Jeanette nasconde e li dà alle fiamme. Con generosità e onestà intellettuale, Jeanette Winterson scava nei propri pensieri e sentimenti di bambina, adolescente e donna, ripercorrendo nel contempo la sua dolorosa ricerca della famiglia naturale. Ne esce un racconto intenso, a tratti tragico ma anche allegro, come sa essere la sua scrittura.

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Shalom Auslander PROVE PER UN INCENDIO
Guanda, euro 18,00

Dopo il successo travolgente de Il lamento del Prepuzio, Shalom Auslander torna negli scaffali delle nostre biblioteche con un altro romanzo dal sapore jiddish: Un’inquilina di nome Anna Frank. Che fare se si convive con una madre che è convinta di aver fatto l’Olocausto e impreca ogni giorno contro i tedeschi che l’hanno deportata? Non resta che darle retta. E’ quello che accade al protagonista di questo esilarante libro, Solomon Kugel, un ebreo americano, proprio come lo stesso Auslander, già costretto a lottare con i propri demoni interiori. Kugel è infatti un uomo pieno di tic e di piccole ossessioni che lo costringono ad abbandonare il caos di New York per trasferirsi in campagna. L’uomo spera così di trovare un po’ di quiete e di armonia che gli permettono di ritrovare se stesso e non vivere più le paure che lo accompagnano ogni giorno. Dietro di lui si porta la sua bizzarra famiglia: la moglie che vuole fare la scrittrice a tutti i costi, ma forse non ne ha tutte le capacità e la madre che pensa di essere in periodo di guerra e che il nemico nazista sia alle porte. Per questo nasconde il cibo e tutti i suoi averi e la mattina si sveglia urlando ossessionata dagli incubi. Ma nulla di quello che dice è vero perché l’anziana donna è sempre vissuta negli Stati Uniti. E allora cosa passa nella sua testa? E siamo proprio sicuri che non abbia un po’ di ragione? Solomon si dice che la madre ha letto troppi libri, ha ascoltato troppi racconti dai sopravvissuti. Ma tutto si trasforma e prende una luce diversa quando dal piano di sopra si sentono dei rumori sospetti. Chi sarà? Kugel non crede nei fantasmi, così scopre che nella soffitta che lui pensava disabitata si nasconde in realtà una donna che dice di chiamarsi Anne Frank. Ma è l’eroina del libro che tutti conosciamo o è solo una sua omonima o forse è una pazza? Le paure personali di Solomon così prendono spazio e si confondono con chi gli sta vicino e con la sua nuova coinquilina. Ad un certo punto però perdono quota in un turbinio di eventi e in una girandola di personaggi. Un’inquilina di nome Anna Frank è uno spaccato di vita degli ebrei americani, descritto con ironia pungente da Shalom Auslander che ci regala un romanzo a tratti storico e a tratti molto contemporaneo. Imperdibile.

Il sito ufficiale di Shalom Auslander: http://www.shalomauslander.com

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Steve Sem-Sandberg GLI SPODESTATI
Marsilio, euro 22,00

Gli spodestati è un romanzo di Steve Sem Sandberg, uno degli autori più autorevoli del panorama letterario scandinavo. Il romanzo, ambientato all’inizio della seconda guerra mondiale, racconta i diversi volti dell’ambiguità umana, quando la necessità e l’oppressione costringono gli individui a scelte tragiche. Il protagonista del romanzo è Mordechai Chaim Rumkowski, che nel 1939 viene nominato dai nazisti a capo del ghetto ebraico di Lòdz. La strada che Mordechai deciderà di seguire è quella della collaborazione con gli aguzzini del suo popolo, nella convinzione che, di fronte all’imponente macchina bellica tedesca, la salvezza possa giungere unicamente attraverso la collaborazione. Per cercare di rendere indispensabile la forza lavoro offerta dal suo popolo, il protagonista decide quindi di trasformare il ghetto di cui è a capo in un centro produttivo industriale volto a supportare la manovra militare nazista. Per ottenere il risultato voluto, Mordechai non esiterà a sacrificare chi non è in grado o non ha la volontà di contribuire al suo ambizioso progetto, seguendo una logica pragmatica e cinica che prescinde dall’umanità dell’individuo. Paradossalmente, il protagonista diventerà una pedina fondamentale pe rlo sviluppo della macchina di sterminio dei nazisti. Gli spodestati di Steve Sem Sandberg è un romanzo che esplora i dilemmi morali dell’animo umano e di come la dignità, la ragione e la benevolenza verso il prossimo possano venir meno di fronte all’orrore e alle necessità legate alla sopravvivenza.

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Philip Roth GOODBYE, COLUMBUS
Einaudi, euro 19,50

Con questo suo primo libro, premiato con il National Book Award, Philip Roth si è immediatamente affermato come scrittore dotato di un umorismo esplosivo, uno sguardo penetrante e impietoso e una grande compassione anche per i suoi personaggi più inclini all’autoinganno.

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AA. VV. IL LIBRO DELL’ALTRA GENTE a cura di Zadie Smith
Mondadori, euro 19,50

Come dice Zadie Smith, la straordinaria curatrice di questa straordinaria antologia, le istruzioni erano quantomai semplici: “Create qualcuno”. E – come per incantesimo – da istruzioni così semplici è nata questa meravigliosa raccolta di ventidue storie che affrontano la questione del “personaggio” da tutti gli angoli e da tutte le prospettive. Si va dall’esilarante descrizione di David Mitchell della storia d’amore fantastica tutta vissuta su Internet da una donna in menopausa allo struggente idillio tra un ragazzo ebreo e una ragazza nera di ZZ Packer, dall’estrema sensualità del racconto di Adam Thirlwell al magistrale e controllato delirio di George Saunders. Ogni storia, insomma, ha una sua straordinaria e vividissima individualità: “Theo” di Dave Eggers è – tanto per fare un esempio – una commovente fiaba che parla di una montagna che si innamora. Ma non basta, c’è anche una memorabile short story a fumetti di quello che è considerato indiscutibilmente il maestro della graphic novel, Chris Ware, e poi ancora altre memorabili pagine di Jonathan Safran Foer, Nick Hornby, Colm Tóibín, A.M. Homes, Jonathan Lethem, Aleksandar Hemon e altri giovani maestri di quell’arte antichissima e sempre nuova di creare magie con le parole scritte.

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Michele Mari FANTASMAGONIA
Einaudi, euro 18,00

La scrittura di Mari, ha detto Ranieri Polese, è “qualcosa che somiglia a un sogno”. Le sue storie sono delle anomalie letterarie in cui possono convivere e dialogare personaggi storici e d’invenzione, struggimenti e nevrosi. In questi racconti d’impronta fantastico-nera prende forma un universo immaginifico impetuoso e visionario, che non rinuncia mai al gioco né alla divagazione colta. Così si ragiona intorno a II cielo in una stantia e subito dopo ci s’imbatte in Omero e Borges, ciechi e in carrozzella, che commentano la finale dei mondiali Grecia-Argentina. Oppure si scopre che dietro Jakob e Wilhelm Grimm c’è un terzo fratello segregato che inventa storie al posto loro. Con una simile cosmologia di figure mitiche o letterarie, personaggi ossessivi e ville infestate da spiriti, un tassello dopo l’altro Mari disegna perfettamente la sua idea di letteratura e di mondo. Come nel racconto finale, in cui – gettando una luce retrospettiva su tutta l’opera dell’autore – si spiega dove, come e perché nasce un fantasma.

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Paolo Nori SI CHIAMA FRANCESCA, QUESTO ROMANZO
Marcos Y Marcos, euro 14,50

La scrittura di Mari, ha detto Ranieri Polese, è “qualcosa che somiglia a un sogno”. Le sue storie sono delle anomalie letterarie in cui possono convivere e dialogare personaggi storici e d’invenzione, struggimenti e nevrosi. In questi racconti d’impronta fantastico-nera prende forma un universo immaginifico impetuoso e visionario, che non rinuncia mai al gioco né alla divagazione colta. Cosi si ragiona intorno a II cielo in una stantia e subito dopo ci s’imbatte in Omero e Borges, ciechi e in carrozzella, che commentano la finale dei mondiali Grecia-Argentina. Oppure si scopre che dietro Jakob e Wilhelm Grimm c’è un terzo fratello segregato che inventa storie al posto loro. Con una simile cosmologia di figure mitiche o letterarie, personaggi ossessivi e ville infestate da spiriti, un tassello dopo l’altro Mari disegna perfettamente la sua idea di letteratura e di mondo. Come nel racconto finale, in cui – gettando una luce retrospettiva su tutta l’opera dell’autore – si spiega dove, come e perché nasce un fantasma.

Il sito ufficiale di Paolo Nori: http://www.paolonori.it/

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Gonçalo M. Tavares IMPARARE LA PREGHIERA NELL’ERA DELLA TECNICA
Feltrinelli, euro 17,00

Dopo aver ricevuto un’educazione rigida da un padre militare, freddo e violento, Lenz Buchmann, un affermato chirurgo, sposato, senza figli per scelta, decide di dedicarsi alla politica solo per possedere il potere che gli uomini avvertono in un uomo politico. Prende questa decisione durante il funerale del suo unico fratello. Non ha vincoli affettivi o di qualsiasi altro genere. Perché Lenz Buchmann è razionale, ha il controllo su tutto. In quanto medico, vede la malattia come un nemico da combattere, come in una guerra, dove il corpo è il campo di battaglia sul quale applicare una strategia militare contro le cellule ribelli, impazzite. La natura è amorale. Deve essere controllata, anticipata, combattuta. In quanto politico, si vede come destinato a dominare il mondo e presto diventa una delle figure più importanti del paese, come braccio destro del presidente, pronto a prenderne il posto alla prima opportunità. Se forza, volontà e controllo caratterizzano la prima parte della parabola del protagonista, tutto è destinato a cambiare nella seconda. Romanzo e insieme trattato scientifico sull’impossibilità di ottenere risposte alle grandi domande dell’essere umano, con Imparare a pregare nell’Era della tecnica Gonçalo M. Tavares descrive con humour e crudeltà la sete di dominio di un abile chirurgo e ci consegna un’opera potente che non può lasciare indifferenti.

L’intervista a Gonçalo M. Tavares: http://it.euronews.net/2011/05/31/goncalo-m-tavares-la-morale-della-macchina-si-riversa-sulla-societa/

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Giorgio Caponetti QUANDO L’AUTOMOBILE UCCISE LA CAVALLERIA
Marcos y Marcos, euro 18,00

Sono giovani, ci credono. Vogliono cambiare il mondo. Federigo Caprilli è il cavaliere volante. Bello, imprudente, sensuale: fa girare la testa alle principesse. Con il sorriso sulle labbra cavalca leggero, libera la potenza del cavallo, lo guida con una carezza sul collo. E salta più in alto di chiunque altro prima. Emanuele Cacherano di Bricherasio è il conte rosso: ama il bello nell’arte, nella musica, nei motori. Sogna un progresso tecnologico che sfami il popolo, un’industria alleata delle classi lavoratrici. Finanzia una piccola fabbrica di automobili, ne sogna una più grande. E i suoi sogni sembrano realizzarsi l’11 luglio 1899, quando insieme ad altre menti e capitali fonda la Fiat nel suo palazzo torinese. Caprilli e Bricherasio sono amici per la pelle. Si confidano progetti e segreti. Come quando Caprilli diventa maestro e campione internazionale, ma tardano ad arrivare i riconoscimenti che merita. Come quando Giovanni Agnelli assume il predominio in Fiat e Bricherasio si sente messo da parte, nutre strani timori. Poi Bricherasio muore all’improvviso, in circostanze oscure, mentre è ospite del duca di Genova nel castello di Agliè. Ha solo trentacinque anni. La sorella Sofia, disperata, si appoggia all’amico Caprilli, gli affida le carte del fratello. E tre anni dopo anche Caprilli muore all’improvviso, cadendo da cavallo per le vie di Torino, una sera d’inverno all’imbrunire.

L’intervista a Giorgio Caponetti per Radio Capital:

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Jennifer Egan IL TEMPO e’ BASTARDO
Minimum Fax, euro 18,00

 

Vincitore del Premio Pulitzer 2011 per la letteratura.

Il tempo è un bastardo è un romanzo insolito, formato da una serie di racconti eterogenei per ambientazione e stile, ma collegati dal ricorrere degli stessi personaggi. Al centro ci sono Bennie Salazar, ex musicista punk e ora discografico di successo, e il suo fidatissimo braccio destro Sasha, una donna di polso ma dal passato turbolento. Le loro storie si snodano fra la San Francisco underground di fine anni Settanta e una New York prossima ventura in cui gli sms e i social network strutturano le emozioni collettive, passando per improbabili ascese sociali e matrimoni falliti, fughe adolescenziali nei bassifondi di Napoli, scommesse azzardate ma vincenti su musicisti dati troppe volte per finiti. Intorno a Bennie e Sasha si compongono le vicende delle loro famiglie, dei loro amici, dei loro mentori: una costellazione di co-protagonisti indimenticabili grazie alla quale la Egan riesce a raccontare le degenerazioni isteriche del giornalismo e dello star-system, la pericolosa meraviglia delle droghe psichedeliche, le delicate dinamiche emotive di un bambino autistico nella provincia americana del futuro.

Il tempo è un bastardo supera con coraggio gli stereotipi della narrativa tradizionale ma resta godibile e appassionante per tutti i lettori: è un romanzo-mondo aperto alle infinite possibilità dell’esistenza e della prosa, che si è conquistato la vetta della scena letteraria americana e si avvia a diventare un caso internazionale.

• Vincitore del National Book Critics Circle Award
• 150.000 copie vendute negli Stati Uniti • Finalista al Los Angeles Times Book Award; Finalista al PEN/Faulkner Award; Selezionato per l’Orange Prize (UK)
• Negli Stati Uniti, presente in decine di classifiche dei migliori libri del 2010, fra cui:

The New York Times Book Review (Top 5 Fiction)
Time Magazine (Top Ten Fiction)
The Washington Post (Top 10)
Village Voice (Top 10)
Publisher’s Weekly (Top 10)

 • Un caso letterario internazionale: i diritti di traduzione sono stati venduti in 16 paesi; dal libro sarà tratta una serie tv prodotta dalla HBO.
• Nell’aprile 2011, la rivista Time ha inserito Jennifer Egan nella classifica delle 100 persone piů influenti del mondo attuale.

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David Foster Wallace – IL RE PALLIDO

Einaudi, euro 21,00

L’ultimo meraviglioso atto creativo dello scrittore piú amato e venerato della sua generazione, morto suicida nel 2008.
Un romanzo unico e incommensurabile, un inno paradossale all’utilità della noia che solo un genio poteva trasformare in una struggente epopea personale e collettiva.

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Amitav Ghosh – IL FIUME DELL’OPPIO

Neri Pozza, euro 18,50

 

Settembre 1838: una tempesta si abbatte sull’oceano indiano e quasi porta al naufragio la Ibis, una goletta a due alberi che per conto della Compagnia delle Indie orientali sta trasportando da Calcutta a Mauritius il suo lucroso carico: detenuti condannati ai lavori forzati. Quando il mare finalmente si placa, cinque uomini sono scomparsi: due lascari – i leggendari marinai delle più diverse etnie che lavorano al soldo dei colonizzatori inglesi – due prigionieri e uno dei passeggeri. Forse la tempesta ha messo fine anche alla vita di coloro che si trovavano a bordo della Anahita, una nave della stessa compagnia che trasportava oppio a Canton? E quale destino si è invece abbattuto sui passeggeri della Redruth, un possente brigantino a due alberi partito dalla Cornovaglia e diretto anch’esso a Oriente? Tra la varia umanità imbarcatasi sulle navi britanniche c’è Bahram Modi, un ricco commerciante d’oppio parsi partito da Bombay, il fratello per metà cinese Ah Fatt, l’appassionata di botanica Paulette e un eterogeneo mondo di altre persone in cerca di avventure e ricchezze. È stata la violenza della natura, del cielo e del mare, a deviare il tragitto delle loro navi, oppure questo era il loro destino, alla mercé di forze ancor più possenti? Le navi inglesi approdano infine sulle coste della Cina. A Canton e negli altri porti commerciali del grande paese asiatico scambiano i loro carichi d’oppio con scatole di tè, seta, porcellana e argento. E a nulla valgono i tentativi dell’Imperatore di fermare quei traffici della tremenda sostanza che rende schiava la popolazione e rischia, mese dopo mese, approdo dopo approdo, di distruggerla tra le volute del suo fumo. Tra i vicoli e i canali affollati della Canton del diciannovesimo secolo, europei e asiatici cercano di far fronte ai personali drammi di ciò che ciascuno di essi ha perduto – e qualcuno anche a una nuova, inimmaginabile libertà. Affascinante e coinvolgente secondo romanzo della trilogia dedicata alla nascita dell’India moderna, Il fiume dell’oppio è uno dei grandi libri della letteratura indiana contemporanea.

«Un’avventura a trecentosessanta gradi, con un’energia e un respiro degni di Dickens».
Sunday Telegraph

«Un romanzo ipnotico, come un sogno indotto dall’oppio».
Daily Mail

«Il secondo romanzo della trilogia di Ghosh è un vero capolavoro, la cui forza sta nella profondità con cui l’autore unisce la ricerca storica con l’immaginazione letteraria».
The Guardian

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Luke Williams – LA STANZA DELL’ECO

Neri Pozza, euro 18,00

È il 2002. Evie Steppman ha quasi sessant’anni e una dote particolare: un udito finissimo, eccezionale. Quello che è in grado di sentire è al di fuori della portata della gente comune. Questo dono – o questa maledizione – la ha accompagnata per tutta la vita e ora che, a causa dell’età, sta cominciando a svanire, Evie decide di ritirarsi nel silenzio dell’attico della sua casa sul mare a Gullane, in Scozia, a scrivere le sue memorie.

Evie nasce a Lagos alla fine della seconda guerra mondiale, figlia di un ufficiale della colonia africana e di una madre che muore mettendola al mondo. Fin nel ventre materno ode voci e rumori, e poiché quel che coglie non le piace, decide di venire al mondo con due mesi di ritardo, per ritrovarsi poi sola con un padre distrutto dal dolore e ben poco propenso ad accudire la figlia.

L’infanzia di Evie si svolge così tra libertà e abbandono, in compagnia di un padre che non la desidera e dell’amata famiglia nigeriana di Iffe, Ben e Ade; tra il paese africano, dove è legata ai suoi abitanti di colore e alla vita perduta dei bassifondi, e la Gran Bretagna, dove i tentativi di una compita educazione tradizionale puntualmente falliscono.

Dopo l’indipendenza della Nigeria nel 1960, Evie conduce la sua vita precaria tra la Scozia e l’America, un’esistenza segnata da una lunga storia sentimentale, un tentativo di suicidio, la dedizione alle più disparate attività per guadagnarsi da vivere e il rifiuto e l’apprezzamento per ciò che il suo dono di natura le consente di sperimentare.

Romanzo di grande sensibilità e profondità che narra del colonialismo, del significato del tempo, del mondo letto attraverso i suoni che lo descrivono, La stanza dell’eco è una magnifica storia sull’impossibile identità di una donna, sospesa tra l’Africa e la vecchia Europa, tra la libertà selvaggia della natura e la tradizione di antichi usi e costumi.

«Una scrittura straordinaria, priva di qualunque imperfezione».
W.G. Sebald

«Evie Steppman appartiene alla stessa progenie dei protagonisti dei Figli della mezzanotte di Salman Rushdie, del Tamburo di latta di Günther Grass e della Via della fame di Ben Okri».
Scotland on Sunday

«Leggete questo romanzo ad alta voce. Leggetelo con gli auricolari. Ma leggetelo, e prendete nota della sua straordinaria musicalità».
The Sunday Times

«Un esordio brillante».
The Times

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Jeffrey Eugenides – LA TRAMA DEL MATRIMONIO

Mondadori, euro 20,00

 

Madeleine Hanna era l’unica laureanda a non aver capito. Siamo, significativamente, all’inizio degli anni Ottanta, e mentre tutti gli altri attorno a lei leggono Roland Barthes e studiano lo strutturalismo (“la prima cosa che profumava di rivoluzione”), Madeleine rimane felicemente attaccata a Jane Austen, George Eliot e Henry James. Un po’ troppo elegante per i gusti dei suoi amici bohémien, Madeleine è la studentessa perfetta e avvenente la cui vita amorosa non è mai stata all’altezza delle proprie aspettative. Ma ora, all’ultimo anno di università, si è iscritta al corso di semiotica: visto che tutti ne parlano, sedotti e affascinati, vuole almeno capire di cosa si tratta. Non sa che da quel momento, indipendentemente dallo studio, per lei vita e letteratura non saranno più le stesse. Tutto cambia quando, imbattutasi nei Frammenti di un discorso amoroso ed essendone rimasta folgorata, decide di cedere al fascino di Léonard Bankhead, un giovane dallo strano carisma che soffre di profonde crisi depressive, fino a convincersi di esserne davvero innamorata. Ma siccome la vita spesso sembra giocare con quei romanzi che Madeleine ha tanto amato, ricompare anche all’improvviso Mitchell Grammaticus, un vecchio amico che ha preferito dedicarsi allo studio delle religioni, ossessionato dall’idea che Madeleine è la donna della sua vita. Nel corso di un anno, da quando si laureano e muovono i primi passi nel mondo, si vedranno costretti a rimettere in discussione tutto quello che hanno imparato…

L’articolo di Paolo Giordano per Il Corriere della Sera: http://www.corriere.it/cultura/libri/11_ottobre_13/eugenides-trama-del-matrimonio_834c8d54-f599-11e0-9479-439a0eb41067.shtml

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Nir Baram – BRAVE PERSONE

Ponte alle grazie, euro 22,00

 

Mentre l’Europa assiste all’ascesa del nazismo e dello stalinismo, a Berlino la vita dell’ambizioso ricercatore di mercato Thomas Heiselberg è messa in discussione dalle ingerenze della nuova politica e anche la sua sfera di affetti è tragicamente turbata. Parallelamente a Leningrado la giovane Aleksandra Andreevna Weisberg, appartenente a una famiglia ebraica dell’intellighenzia russa, vede minacciata dal regime comunista la sua esistenza e quella dei suoi cari. Per tutta risposta i due protagonisti compiranno una scelta apparentemente plausibile, salvo poi rendersi conto delle sue drammatiche conseguenze solo quando ormai è troppo tardi. Thomas e Aleksandra: sono loro le “brave persone” che danno il titolo a questo romanzo di Nir Baram che, molto più di un affresco storico, è una riflessione sull’uomo comune di fronte alla devastazione dei regimi. Da “brave persone”, infatti, i due hanno aspirazioni e desideri innocenti e legittimi ma, come emergerà bene nel dipanarsi della vicenda, non sanno, o forse non vogliono, leggere i segni tangibili della tragedia storica che si sta consumando intorno a loro. Nir Baram ci regala un romanzo spiazzante e provocatorio, una dolorosa meditazione sulla banalità del Male che alberga in ciascuno di noi, “brave persone”, rammentandoci quanto peso possano avere le scelte individuali.

“Una pietra miliare nella nostra letteratura. Coraggioso e brillante, questo romanzo percorre il sentiero della grandezza fino al bordo dell’abisso letterario.”
Abraham Yehoshua

“Scritto con talento, slancio e ingegnosità, pone al suo centro una questione essenzialmente, profondamente etica.”
Amos Oz

“Grandi personaggi, profonde domande etiche e una lettura piacevole.”
Haaretz

L’intervista a Nir Baram su Wuz: http://www.wuz.it/intervista-libro/6409/nir-baram-intervista-brave-persone-romanzo-ponte-alle-grazie.html

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Alice Munro – TROPPA FELICITA’

Einaudi, euro 20,00

 

Felicità? Troppa felicità? Nel triplice omicidio di Dimensioni o in quello di Radicali liberi?

La felicità, in queste nuove storie di Alice Munro, sta in un inedito potere creativo, nel potenziale di spregiudicatezza e libertà della vecchiaia, quando si può guardare ancora più a fondo nel vortice della vita.

E se poi la felicità è troppa, restano le storie, dove «perfino un’epidemia a Copenaghen può trasformarsi nel flagello cantato in una ballata» e dove «idee e fatti assumono una forma nuova, appaiono attraverso lamine di limpida intelligenza»: il prisma della scrittura di una Alice Munro sempre più consapevole e mai così grande.

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Davide Longo – BALLATA DI UN AMORE ITALIANO

Feltrinelli, euro 12,00

 

Sono anni che Checco non porta a ballare sua moglie Renata. Dondolanti sulle note di un pezzo degli anni sessanta, si guardano negli occhi e si rivedono trent’anni prima, poco più che ventenni, persi l’uno nelle braccia dell’altra, ancora estranei ma già proiettati verso un futuro condiviso. Questa sera mentre il gruppo sul palchetto vira in un lento – non c’è nulla da festeggiare, se non la semplice felicità di stare insieme dopo tanto tempo. Checco corteggia Renata e la prende un po’ in giro, e Renata si fa corteggiare e fa finta di offendersi. “Abbiamo un sacco di bei ricordi”, le sussurra lui all’orecchio. “Non vorrei fosse un brutto segno”, ribatte lei. “Certo che no, il tempo seleziona le cose”. E le “cose” importanti – come una musica di sottofondo, che viaggia in parallelo e segue i volteggi dei ballerini – si materializzano sotto forma di una ballata. Una voce fuori campo si aggancia alle parole di Checco e Renata e narra le svolte delle loro esistenze. La serata volge al termine. Esausti, Checco e Renata si guardano nuovamente negli occhi. Sanno che con le loro schermaglie da fidanzatini si sono detti più di quanto le frasi lasciano trapelare. Sanno che anche in questa serata le loro zone d’ombra non sono mai scomparse, indifferenti alle due maschere che gli innamorati sanno indossare nei momenti più opportuni. Lo sanno ma non importa.

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Silvia Lombardo –LA BALLATA DEI PRECARI– Guida di sopravvivenza per trentenni

Miraggi, euro 12,00

 

«Quando ti trovi di fronte al nemico armato fino ai denti e tu impugni una pistola ad acqua, l’unica cosa che ti resta da fare è una grassa risata contagiosa. Sperando che il nemico abbia uno spiccato senso dell’umorismo.» Come ci si ritrova “precari”? In senso generazionale prima che (e non solo) lavorativo? Una generazione messa ai margini, tanto da non meritare neppure un nome. La ballata dei precari è un “ritratto” individuale e collettivo, senza piangersi addosso e senza autocompiacersi della sfiga di portata cosmica (o semplicemente storico-sociale) che li investe ogni santo giorno.

Un libro irresistibilmente e crudelmente comico, nella migliore tradizione dell’autentica commedia all’italiana, da I mostri ad Amici miei.

Non a caso da questi testi, in origine un blog di grande successo, Silvia Lombardo in veste di regista e sceneggiatrice ha tratto i sei episodi del film omonimo, in uscita a novembre 2011.

Non a caso, film e libro sono produzioni “molto indipendenti”, interamente realizzate solo grazie alla passione, alla volontà e al lavoro non retribuito di precari, del cinema e dell’editoria.

Precari con un sogno, precari che non ci stanno.

– Ma che vuol dire “precari”?

– Che è una vita che siamo in bilico…

– No. Che stiamo cadendo. Da una vita.

Il trailer del film:

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