MASSIMO VITALI

Sabato 11 maggio alle 18.00 
La libreria ha il piacere di ospitare un autore talmente esclusivo da arrivare a Torino una settimana prima del Salone:
lo scrittore bolognese MASSIMO VITALI ci delizia con un reading tratto dai suoi romanzi DA DOVE PARLIAMO QUANDO PARLIAMO D’AMORE?

Serata a cappello con aperitivo.

Massimo_Vitali

L’AUTORE
A Massimo Vitali gli tagliano l’ombelico a Bologna nel 1978.
Di giorno lavora all’ufficio reclami di una multinazionale svedese che non è l’Ikea.
Di sera insegna nuoto in una piscina dove è possibile coltivare i funghi.
Nel 2009 vince il premio Subway Letteratura con il racconto Compensazione (piccola storia d’amore).
Nel 2010 il racconto L’amore paziente dei boomerang viene inserito nell’antologia 30 secondi di universo Marcos y Marcos editore.
Nello stesso anno pubblica con Fernandel il suo romanzo d’esordio: L’amore non si dice.
Nel 2011 pubblica il romanzo Se son rose, Fernandel editore.
Nel 2012 parte l’esperienza Il favoloso Gianni, letture di Gianni Rodari per bambini.
Nello stesso anno conduce su Radio Città Fujiko 103.1 FM il programma Ufficio Reclami.
Sebbene passi gran parte del suo tempo fra le nuvole, questo non vuol dire che sia sceso con l’ultima pioggia.

I LIBRI
L’amore non si dice
Stanca di ricevere continuamente lettere d’amore, Teresa impone a Edoardo il divieto assoluto di scriverle. O almeno niente più lettere d’amore. Per di più raccomandate… Così, per non aggiungere mattoni a quel muro che già lo separa da lei, Edoardo accetta le imposizioni di Teresa e comincia a spedire lettere via posta ordinaria parlandole di tangenziali e lavandini, di sua
sorella e di Napoleone, del vento e del pistacchio, di muscoli e di poesia, di Dio e delle cicale, di Elvis e supermercati insomma, Edoardo finisce col parlarle di tutto, davvero di tutto, fuorché di ciò che proprio non può dire, in altre parole, l’amore.

Se son rose
Prendete la pancia di un uomo, Roversi. Aggiungete una moglie, un lavoro e centodieci chili di abitudini. Ora siate rudi: togliete la moglie, il lavoro e le abitudini. I centodieci chili, invece, chiudeteli a chiave nel bagno delle donne del cinema Corallo.
Deciso a non uscire più finché non avrà portato a termine quella pausa di riflessione che in tanti gli hanno consigliato di prendersi, sarà il resto del mondo a venirlo a cercare: preti, maniaci, fotografi, cani, travestiti, psicanalisti, fabbri, venditori porta a porta. E donne, naturalmente.
Roversi darà udienza a tutti, ma non aprirà la porta a nessuno.

INFO
www.massimovitali.org

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